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Jorge Peris, (Alzira, Valencia 1969), artista spagnolo tra i più interessanti della sua generazione, che recentemente si è imposto all’attenzione della critica internazionale, ha studiato a Valencia e ora vive e lavora a Madrid.
Da sempre affascinato e sedotto dallo spazio e dalle sue molteplici dimensioni - fisica, psicologica, fenomenologica - Jorge Peris esplora l’ambiente che ci circonda quasi si trattasse di un essere vivente, e ne indaga le mille possibilità di alterazione e metamorfosi. Attraverso interventi spesso violenti di trasformazione, aggressione, e corrosione al limite della distruzione, l’artista sovverte le coordinate spaziali e dà vita a un campo alchemico dove lo spettatore si ritrova spiazzato e privo di punti di riferimento. Spesso nelle opere di Peris il luogo espositivo viene trasformato in un sito archeologico che riporta alla superficie le vite precedenti dello spazio, ma al contempo si spalanca su una sorta di memoria del futuro, quasi che l’artista immaginasse un cataclisma che riduca tutto in rovina.
I suoi interventi sulle accezioni del concetto di dimensione e sulle possibilità relative, sono inviti a sperimentare l'esperienza come attitudine ideale praticabile. L'artista mina la nostra capacità di discernimento costringendoci a una situazione, a un nuovo stato delle cose, attraverso la realizzazione di opere in cui il non-luogo diventa il luogo perso recuperato per eccellenza, e la cui costruzione nasce dal costante affermarsi degli opposti nella distanza che li separa.
Spesso Peris lavora per sottrazione, innescando un processo vertiginoso di dislocazione così tipica del suo fare artistico. La violenza del suo gesto sembra quasi voler imitare l’energia delle leggi fisiche che controllano il cosmo. L’artista tratta lo spazio che ci circonda come una metafora dell’organismo: lo stucco, come la pelle in un corpo umano, è solo lo strato protettivo superficiale, dietro cui si declinano infinite storie e tensioni emotive. E proprio come un corpo, lo spazio cambia, invecchia, viene alterato da agenti esterni, e può essere affetto da strane piaghe e infezioni improvvise.
Ha partecipato a numerose personali in Italia e all’estero tra cui ricordiamo nel 2007 Marte in Gaia e Cosimo, Galleria Zero, Milano; Diamante, Magazzino d’Arte Moderna, Roma; Egitto in Luigi, MAN, Nuoro; nel 2004 Waiting for the Blackout, Sprovieri Gallery, Londra. Tra le collettive ricordiamo la sua partecipazione a T1 La sindrome di Pantagruel, Triennale Torino, Torino nel 2005.
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